{"id":1407,"date":"2026-09-03T18:33:02","date_gmt":"2026-09-03T16:33:02","guid":{"rendered":"https:\/\/ordineostetricheterni.it\/wordpress\/?p=1407"},"modified":"2026-09-03T18:33:02","modified_gmt":"2026-09-03T16:33:02","slug":"rapporto-cedap-2025-maternita-sempre-piu-tardiva-calano-i-cesarei-ma-restano-forti-differenze-territoriali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ordineostetricheterni.it\/wordpress\/2026\/09\/03\/rapporto-cedap-2025-maternita-sempre-piu-tardiva-calano-i-cesarei-ma-restano-forti-differenze-territoriali\/","title":{"rendered":"Rapporto CeDAP 2025: maternit\u00e0 sempre pi\u00f9 tardiva, calano i cesarei ma restano forti differenze territoriali"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Pubblicato dal Ministero della Salute il Rapporto sull&#8217;evento nascita 2025. Il documento conferma l&#8217;aumento dell&#8217;et\u00e0 media al parto, il progressivo calo delle nascite e una riduzione del ricorso al taglio cesareo, pur in presenza di marcate differenze tra Regioni e tra strutture pubbliche e private<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il Ministero della Salute ha pubblicato il nuovo\u00a0<strong>Rapporto &#8220;Certificato di assistenza al parto (CeDAP) \u2013 Analisi dell&#8217;evento nascita. Anno 2025&#8221;<\/strong>, che raccoglie e analizza i dati del flusso informativo del Certificato di Assistenza al Parto (CeDAP), offrendo un quadro aggiornato delle caratteristiche della maternit\u00e0 e del percorso nascita in Italia.<\/p>\n<p>Tra gli aspetti che emergono con maggiore evidenza vi \u00e8 il continuo aumento dell&#8217;et\u00e0 materna. Nel 2025 l&#8217;et\u00e0 media al parto ha raggiunto\u00a0<strong>33,4 anni per le donne italiane<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>31,4 anni per le cittadine straniere<\/strong>, mentre l&#8217;et\u00e0 media al primo figlio si attesta a\u00a0<strong>32,5 anni per le italiane<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>29,4 anni per le donne straniere<\/strong>, confermando la tendenza a rinviare la maternit\u00e0.<\/p>\n<p>Il Rapporto fotografa anche il proseguimento del calo delle nascite. Nel 2025 sono stati registrati\u00a0<strong>353.240 nati<\/strong>, in diminuzione rispetto ai\u00a0<strong>370.577 del 2024<\/strong>, mentre circa\u00a0<strong>il 20,7% dei parti<\/strong>\u00a0riguarda madri di cittadinanza non italiana.<\/p>\n<p>Un dato positivo riguarda il luogo del parto. Sempre pi\u00f9 donne scelgono gli ospedali pubblici o equiparati, dove nel 2025 si \u00e8 svolto\u00a0<strong>il 91,3% dei parti<\/strong>, in aumento rispetto all&#8217;anno precedente. Oltre la met\u00e0 delle nascite (<strong>58,8%<\/strong>) avviene inoltre in punti nascita con almeno mille parti l&#8217;anno, anche se circa\u00a0<strong>un parto su dieci<\/strong>\u00a0continua a verificarsi in strutture con meno di 500 parti annui.<\/p>\n<p>Il documento conferma inoltre che il ricorso al\u00a0<strong>taglio cesareo<\/strong>\u00a0resta superiore a quanto auspicato dalle linee di indirizzo nazionali, pur mostrando una progressiva diminuzione negli ultimi anni. Nel 2025 il cesareo ha riguardato\u00a0<strong>il 29,8% dei parti<\/strong>. Il dato, tuttavia, presenta profonde differenze territoriali e organizzative: negli ospedali pubblici il ricorso al cesareo \u00e8 pari al\u00a0<strong>28,4%<\/strong>, mentre nelle case di cura accreditate raggiunge\u00a0<strong>il 44,9%<\/strong>.<\/p>\n<p>Anche tra le Regioni permane una marcata variabilit\u00e0. La\u00a0<strong>Campania<\/strong>\u00a0registra la quota pi\u00f9 elevata di parti cesarei (<strong>43,7%<\/strong>), seguita da\u00a0<strong>Sicilia e Sardegna (39,2%)<\/strong>,\u00a0<strong>Lazio (37,3%)<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Calabria (34,8%)<\/strong>, mentre la\u00a0<strong>Toscana<\/strong>\u00a0si conferma la Regione con il valore pi\u00f9 basso (<strong>16,2%<\/strong>), come evidenziato anche dal Rapporto e ripreso nella sintesi diffusa dal Ministero della Salute.<\/p>\n<p>Sul fronte dell&#8217;assistenza in gravidanza, il monitoraggio evidenzia un&#8217;elevata adesione ai controlli: nel\u00a0<strong>93,8% delle gravidanze<\/strong>\u00a0sono state effettuate pi\u00f9 di quattro visite ostetriche. Cresce inoltre il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, utilizzate in\u00a0<strong>4,6 gravidanze ogni 100<\/strong>, mentre nel\u00a0<strong>94,7% dei parti vaginali<\/strong>\u00a0la donna \u00e8 accompagnata dal padre del bambino durante il parto.<\/p>\n<p>Il Rapporto riporta infine\u00a0<strong>784 nati morti<\/strong>, corrispondenti a un tasso di natimortalit\u00e0 pari a\u00a0<strong>2,20 ogni 1.000 nati<\/strong>, confermando il valore del CeDAP come strumento essenziale per monitorare la qualit\u00e0 dell&#8217;assistenza materno-infantile e supportare la programmazione sanitaria nazionale e regionale.<\/p>\n<p><strong>Il Rapporto completo &#8220;Certificato di assistenza al parto (CeDAP) \u2013 Analisi dell&#8217;evento nascita. Anno 2025&#8221; \u00e8 disponibile sul sito del Ministero della Salute e nel file in allegato.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><a href=\"https:\/\/ordineostetricheterni.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1786003033_rapporto-CEDAP-anno-2025-pdf-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rapporto CEDAP anno 2025 (pdf)<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicato dal Ministero della Salute il Rapporto sull&#8217;evento nascita 2025. 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