Considerazioni FNOPO sul documento IPOTESI DI CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO RELATIVO AL PERSONALE DEL COMPARTO SANITÀ TRIENNIO 2019 – 2021
Illustrissimi Ministri,
Negli ultimi giorni si apprende finalmente di una intesa tra sindacati e ARAN sul rinnovo del contratto per oltre 500mila lavoratori del Comparto Sanità, rinnovo che purtroppo si attende da qualche anno.
Non si possono non esprimere perplessità su alcune posizioni, ovvero, se da un lato finalmente si recepisce la necessità di riconoscere le professionalità, dall’altro si rischia fortemente di discriminare le specificità professionali che prescindono dal profilo di appartenenza.
La Professione Ostetrica (Classe di laurea SNT1 Infermieristica e ostetrica e LM/SNT1) è una professione che presta ASSISTENZA DIRETTA alla persona con propria autonomia e responsabilità civile penale e amministrativa.
Pertanto, si ritiene importante e necessario che un contratto innovativo sia incentrato sulle competenze e finalizzato a premiare il MERITO.
Dopo oltre due anni di pandemia in condizioni lavorative estreme, durante i quali si è pure dovuto lottare, ad ogni decreto, per ottenere i riconoscimenti dovuti; un esempio, tra tanti, nei fondi destinati al personale vaccinatore, in molte regioni, le ostetriche sono state escluse.
Nell’ipotesi degli incrementi tabellari vi sono correttamente indicate le fasce, nelle IPOTESI delle indennità si ritiene corretto indicare le specificità rispetto a sede di assegnazione e ruolo ricoperto e non certamente la singola professionalità sanitaria.
Da un’attenta analisi del testo del nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro si evince che la professione ostetrica è in assoluto la professione a cui è riconosciuta la quota economica minore rispetto a tutti i professionisti delle aree Professionisti della salute e funzionari, area assistenti, area operatori.
Premesso che la legge n. 178/2020 ha già compiuto un atto discriminante nei confronti della professione Ostetrica non attribuendo ad essa un indennizzo specifico professionale, come per gli infermieri, ignorando che nell’emergenza pandemica l’Ostetrica, al pari dell’Infermiere, ha prestato assistenza H24 con ritmi di lavoro e rischi professionali aumentati, in tutte le unità operative di specifica competenza di cui la sala parto ( che equivale secondo le normative ad una unità di terapia semintensiva ) ostetricia, ginecologia, sala operatoria, pronto soccorso – triage ostetrico, visite domiciliari ecc…
L’Ostetrica/o è il professionista sanitario che promuove la Salute di Genere, la Salutogenesi in area maternoinfantile, impegnato a proteggere-promuovere-mantenere la salute femminile, a fronteggiare le complicanze e le emergenze, comprese le fasi di emergenza / post-emergenza Covid-19, a sviluppare proattivamente la Salute di Genere, della donna, dei bambini-adolescenti e della famiglia, in “prossimità”, in tutti i setting e livelli di cura (sala parto, sala operatoria ginecologica ed ostetrica, triage ostetrico, elisoccorso, consultorio familiare …) e consente in modo distintivo di rispondere, con logiche di appropriatezza e sostenibilità, all’implementazione delle cure ostetrico-ginecologiche e neonatali nel sistema socio-sanitario.
È doveroso considerare che il lavoro dell’Ostetrica/o richiede un impegno psicofisico intenso e continuativo H24 7 giorni su 7 nei diversi setting clinico assistenziali ed in contesti organizzativi spesso caratterizzati da ridotte risorse ostetriche, rischio biologico, ritmi stressanti, situazioni emergenziali e con una turnistica faticosamente sostenibile ponendo a rischio la propria salute per infortuni sul lavoro.
Tra tutti i professionisti sanitari, l’Ostetrica è la professionista con maggiori e legittimate aree e situazioni in cui opera in totale autonomia e responsabilità, con riconosciuta competenza diagnostica, prescrittiva e assistenziale (DM 740/94). Quanto detto giustifica il fatto che l’ammontare del premio assicurativo per colpa grave per un’ostetrica ha un costo spesso raddoppiato rispetto agli altri professionisti sanitari.
Pertanto, si pone all’attenzione dei Signori Ministri quanto la discrepanza di trattamento tra le professioni possa, in qualche modo, inficiare sia il benessere lavorativo quanto il riconoscimento di professionalità che con merito si impegnano nella Sanità con dedizione a favore dei cittadini, nella fattispecie dell’Ostetrica che, nell’ottica più ampia di sostenere la natalità, opera a favore della popolazione femminile che è garante della salute delle future generazioni e della futura società.
Nel ringraziare per la disponibilità concessa, con l’occasione si porgono distinti saluti.
La Presidente FNOPO
Dott.ssa Silvia Vaccar
