Messaggio della Presidente FNOPO e Comunicato stampa SIN, SIP, SIGO-AOGOI

ORDINE OSTETRICHE TERNI

Messaggio della Presidente FNOPO e Comunicato stampa SIN, SIP, SIGO-AOGOI

Un recente tragico episodio di morte neonatale è occasione per condividere alcune considerazioni sull’assistenza sanitaria fornita nelle Maternità.

Potrebbe essere necessario combattere una battaglia più di una volta per vincerla.

(Margaret Thatcher)

PER OGNI OSTETRICA/O

Messaggio della Presidente FNOPO
Dott.ssa Silvia Vaccari

Care/i colleghe/i, vorremmo iniziare questa lettera col nome di ciascuna di voi perché ciò che sta accadendo ci fa desiderare di poter stringere la mano di ognuna per sorreggervi nella fatica e tristezza che permea la quotidianità in tutti questi giorni.

Non lo diciamo per retorica né per vittimismo ma per la consapevolezza che nel vostro lavoro mettete passione, dedizione e sincera disponibilità e pazienza che oggi sembra non essere minimamente vista. Affermare questo non significa sminuire la drammaticità dei fatti accaduti al Pertini e il dolore di quella madre, di quella famiglia e nemmeno voler ignorare o nascondere eventuali criticità che possano aver influito sui fatti che rigorosamente saranno verificati dagli organi preposti.

Riconoscere il vostro lavoro significa restituire dignità e rispetto al lavoro delle migliaia di ostetriche che con instancabile dedizione sono vicine alle donne e ai loro bambini nel momento più difficile e delicato della loro vita. Abbiamo evitato di fare comunicati stampa a difesa delle pratiche che oggi vengono tanto criticate quali il rispetto dei tempi del travaglio, le “cure amiche della madre”, il rooming in, l’allattamento a richiesta ecc… perché sono pratiche che hanno solide evidenze scientifiche che ne spiegano la ragionevolezza e i benefici per mamma e bambino e lasciamo che siano le Società scientifiche, l’Unicef, l’OMS a difenderne le ragioni e speriamo che lo facciano in modo puntuale e continuativo.

Non possiamo però assistere in silenzio al linciaggio mediatico che buona parte della stampa e dei social, spesso per voce di improvvisati esperti, fanno credere che tali pratiche siano state imposte da “un senso sadico perverso” delle ostetriche che, per chissà quale ragione, godono nell’imporre ad altre donne/madri sofferenze e torture degne del peggior aguzzino che la storia ricordi. Ogni storia è unica e ha il diritto di essere rispettata e accompagnata nel migliore dei modi e se anche una sola donna ha avuto una storia di maternità difficile ci dobbiamo interrogare su che cosa possiamo fare o avremmo potuto fare per migliorare quell’esperienza e tra quelle donne ci siamo anche noi. Purtroppo, l’assordante bagarre sollevata intorno a questi fatti ha deviato l’attenzione e il dibattito confondendo i termini del confronto e favorendo contrapposizioni invece che alleanze. Il rispetto dell’altro, dei suoi bisogni, la comprensione dei limiti e delle potenzialità dell’altro non avvengono per improvvisazione o imposizione ma sono dimensioni umane che si sviluppano nelle relazioni empatiche.

Lo sappiamo bene quando stiamo vicine ad una donna in travaglio ore e ore o stiamo piegate a fianco di una neomamma che deve imparare a conoscere il suo bimbo e magari ci chiamano in altri tre posti contemporaneamente, e questo sia di giorno che di notte, e sappiamo anche la frustrazione che proviamo quando non possiamo riuscire a fare tutto ciò che sappiamo essere necessario e opportuno. Non lasciate che questa gogna mediatica a cui vi sentite esposte offuschi il ricordo delle mani che avete stretto, delle lacrime che avete asciugato, degli abbracci e dei sorrisi che avete ricevuto e che avete dato.

Ci sarà un momento, per ribadire con chiarezza il perché si fanno o non si fanno determinate azioni, che cosa dipende e che cosa non dipende da noi (povere mortali non ancora dotate di bacchetta magica per sovvertire la natura e la realtà), che cosa serve e che cosa ostacola una buona esperienza di nascita. Adesso dobbiamo solo stare lì, in modo non reattivo ma affettivo ancora più vicino alle donne e ai loro bambini con competenza, professionalità ed empatia offrendo la nostra assistenza con la testa, con le mani e con il cuore.

Sarà nostro impegno e di tutti gli Ordini territoriali proseguire a rappresentare le criticità organizzative e le carenze che oggi devono essere urgentemente sanate e che in questo confuso dibattito spesso vengono volutamente ignorate.

 

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